Descrizione
Urban Sunrise Parade – I Muri che Respirano rappresenta il momento in cui il Progetto incontra la città in forma visibile e condivisa, consegnando i murales al quartiere e alla comunità.
Sabato scorso, il progetto Urban Sunrise, ha avuto il suo momento di restituzione pubblica con la Urban Sunrise Parade – I Muri che Respirano e la presentazione dei murales realizzati nel quartiere Maria Ausiliatrice, con la partecipazione delle artiste e degli artisti del Circ’Opificio. La parata ha attraversato il quartiere, muovendosi lungo il percorso tracciato dai murales realizzati durante e si è conclusa con una performance finale che ha messo insieme acrobatica, giocoleria, clown, trampolieri, fuoco e discipline aeree.
Urban Sunrise è un progetto di rigenerazione urbana e culturale attivo dallo scorso mese di agosto, nato per incidere sullo spazio pubblico e sulla vita quotidiana del quartiere Maria Ausiliatrice. È promosso e curato da Sperone167 ETS, in collaborazione con il Comune di Alcamo, e si inserisce all’interno di un percorso di rigenerazione urbana finanziato nell’ambito della Missione 5 del PNRR. L’animazione artistica del progetto è stata affidata a Igor Scalisi Palminteri, mentre il racconto e la diffusione del percorso sono stati accompagnati dalla collaborazione con Street Art Cities e VediPalermo.
Il progetto si fonda su un lavoro di rete che ha coinvolto realtà culturali, educative e sociali del territorio, scuole, associazioni e gruppi informali. Il lavoro ha preso forma attraverso una presenza nel quartiere, basata su ascolto, osservazione e dialogo con abitanti, famiglie, bambine e bambini, operatori e operatrici, evitando approcci episodici.
Urban Sunrise si è sviluppato grazie al contributo di artiste e artisti provenienti da contesti culturali e geografici differenti; nel corso del progetto sono intervenuti/e: 2Bleene (Porto Rico), Chekos (Italia), Gio Pistone (Italia), Igor Scalisi Palminteri (Italia), Kitsune (Belgio), Loste (Italia), Medianeras (Argentina), Millo (Italia), NeSpoon (Polonia), Nino Carlotta (Italia), Taxis (Grecia), Tellas (Italia), Yuda (Messico) e Zurik (Colombia).
Accanto agli interventi artistici, il progetto ha incluso una mostra e un ciclo di talk in diversi luoghi della città, un incontro ecumenico, pranzi sociali, attività con il gruppo scout, walking tour, giornate ecologiche e un momento di dialogo istituzionale tra il Comune di Alcamo e la Prefettura di Trapani, il 19 gennaio, per valutare le esigenze socio abitative del quartiere Maria Ausiliatrice e preparare il terreno per nuove soluzioni sostenibili.
«Siamo apparentemente alla fase conclusiva di questo processo, ma in realtà tutto comincia adesso – dichiara Igor Scalisi Palminteri, animatore artistico del progetto – perché continua l’attenzione e la cura che devono essere dedicate a questo quartiere e alle persone che lo abitano. In questi mesi abbiamo compreso le difficoltà quotidiane di chi vive qui. Un murale non è solo pittura e colore: è anche cura, ascolto e attenzione. Per questo abbiamo attivato un dialogo con la Prefettura e con i servizi sociali, perché crediamo che la rigenerazione non possa essere solo estetica, ma debba riguardare anche la qualità della vita».
«Il quartiere è già cambiato, ma Urban Sunrise non finisce qui – sottolinea Domenico Surdi, sindaco di Alcamo –. Sono in corso diversi interventi di riqualificazione dell’area e i murales hanno già restituito bellezza e curiosità a questo luogo, soprattutto per i bambini e i ragazzi. Dobbiamo continuare a lavorare per restituire alla comunità una zona che per troppo tempo è rimasta ai margini. Il momento conclusivo vuole essere una festa collettiva, ma anche l’inizio di un nuovo percorso condiviso che riguarda non solo questo quartiere, ma l’intera città, attraverso il coinvolgimento delle associazioni e delle istituzioni».
Per Tim Marschang di Street Art Cities, Urban Sunrise rappresenta un modello virtuoso: «Non si tratta semplicemente di un festival di street art, ma di un progetto che lavora con la comunità, con le scuole e con chi vive il quartiere. Questo permette alle persone di riconoscersi nei murales e di sentirli propri. È un approccio più sostenibile rispetto a interventi che si limitano a dipingere i muri e poi andare via».
Urban Sunrise si conclude formalmente, ma lascia in eredità un metodo di lavoro, una rete di relazioni e la dimostrazione che la rigenerazione urbana può essere un processo concreto quando cultura, istituzioni e comunità scelgono di attraversare insieme le complessità dei luoghi.
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Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2026, 13:33