Indagini P.M. Depuratore

Pubblicato il 27 luglio 2022 • Ambiente , Comunicati Stampa

ALCAMO: APPURATA DAL COMANDO DI P.M. LA NEGLIGENZA ED INADEMPIENZA DA PARTE DEL GESTORE DELL’IMPIANTO DI DEPURAZIONE DELLE ACQUE REFLUE URBANE

Il Comando di Polizia Municipale ha deferito alla Procura della Repubblica di Trapani E.D. residente a Porto Empedocle, titolare dell’impresa capogruppo mandataria dell’A.T.I. a cui dal 11.3.2021 è affidato il Servizio di Gestione – Manutenzione Ordinaria e Straordinaria dell’Impianto di depurazione acque reflue urbane e Trasporto e Smaltimento fanghi del Comune di Alcamo.
Le ipotesi di reato a carico della ditta sono diverse: sversamento di rifiuti liquidi nel letto del Rio Vallenuccio, costituiti da refluo fognario non depurato fuoriuscito da vasche idrauliche di scolmo della condotta fognaria, sversamento pericoloso di reflui fognari, inadempienza ad obblighi contrattuali di fornitura di servizio pubblico, rifiuto indebito di un atto di ufficio da parte dell’incaricato di pubblico servizio e inquinamento ambientale con riferimento agli alvei del Torrente Vallenuccio da sversamento consistente di refluo fognario non depurato e del Torrente Canalotto da ingente rilascio di fanghi in sospensione nel refluo in uscita dal depuratore comunale tanto da alterarne il colore da trasparente in opaco-brunastro.
Le indagini erano scattate già ai primi di luglio, quando veniva riscontrata alla foce del Torrente Canalotto la presenza di acqua di colore marrone scuro.

A coordinare le indagini il comandante Ignazio Bacile che dichiara “che le cause principali dello sversamento sono da addebitare, da quanto emerso nel corso dei controlli effettuati, esclusivamente alla negligenza e inadempienza del gestore dell’impianto, in particolare con riferimento alle operazioni di mancata manutenzione e cura dello scolmatore di C.da Santaurio e al malfunzionamento dell’impianto di depurazione stesso, dove si sarebbe verificato un trascinamento di fanghi, rilasciato dal depuratore nel torrente, che ha comportato un’alterazione qualitativa, seppur reversibile, delle caratteristiche organolettiche delle acque del Torrente Canalotto lungo il suo corso e fino a mare, procurando notevole allarme tra la popolazione. In realtà nessun rischio diretto per la salute dei bagnanti è stato riscontrato dalle analisi eseguite dall’ASP di Trapani nelle acque prossime alla foce. Al vaglio dell’autorità giudiziaria anche la posizione di un altro tecnico, incaricato del controllo sull’esecuzione del contratto”.

 Dichiara il sindaco Domenico Surdi “a seguito delle prime segnalazioni ci siamo subito attivati per i necessari controlli sul campo per i quali ringrazio il Comando della Polizia Municipale e gli uffici del servizio idrico integrato. Valuteremo anche i risvolti sul contratto in essere con la ditta che gestisce il depuratore e lo stesso direttore dell’esecuzione: su temi come questi non è ammissibile alcuna leggerezza”.